Il Fiore del Giardino Selvaggio


Risveglio…
Il canto acuto degli uccelli lontano,
le note dell’acqua vicino al mio volto,
mi cullano,
mi chiamano.

Odore d’erba tagliata,
fra le mie dita ciuffi morenti,
stavo cadendo,
gli ho presi per mano,
ma ora sono diversi.

La pelle arsa dal sole di prima,
ora gentile,
ora morente,
il suo abbraccio mi lascia,
ritorna e più si allontana.

Solo il suo fiato, leggera brezza serale,
sussurra lieve al mio orecchio:
io vado, un nuovo giorno mi attende,
un’altra notte mi segue,
e ancora e per sempre.

Tendo il mio braccio al sole che fugge,
quasi a volerne rubare la luce,
quasi volendo prolungare un istante,
fra le mie dita raggi morenti,
ultime note di un canto cremisi.

L’acqua mi chiama,
mi tenta e mi corteggia,
racconta il suo silenzio,
promette il suo oblio,
ma chiede che io dimentichi.

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