Voodoo Hill
Fronte
Retro

Verso la fine di Settembre del 2000 è uscito in tutto il mondo il secondo progetto discografico del chitarrista ligure Dario Mollo: Voodoo Hill. Al suo fianco un importante nome del mondo dell'Hard Rock, Glenn Hughes (Deep Purple), da voce ai brani dell'artista delle sei corde. Alla sezione ritmica troviamo un nome noto nel panorama musicale italiano: Roberto Gualdi.

Per ulteriori informazioni relative potete accedere ai siti dei due artisti:

Anche per questo progetto discografico è stata utilizzata la grafica tridimensionale, questa volta però assieme ad uno sfondo reale, per rendere l'insieme più caldo è naturale. Vista la tematica richiamata dal titolo dell'album (Voodoo Hill), e dall'ultimo brano del disco, inizialmente si era pensato di sviluppare un soggetto che richiamasse direttamente il Vooddo, ricostruendo in 3D alcuni "accessori" rituali di questa forma di magia nera. Parallelamente stavo lavorando ad una scena in cui una forma antropomorfa compenetrata da un albero, rivolgeva i suo sguardo e il suo corpo verso una luce proveniente dall'alto. Tutto si svolgeva in un ambiente buio al centro di uno specchio d'acqua. L'immagine doveva trasmettere malinconia, impotenza e costrizione, quasi una sottile forma di impotenza di fronte a qualcosa di irrevocabile e invisibile.

Analizzando quale potesse essere l'inquadratura più adatta alla copertina del CD, mi soffermai a pensare alla natura del Voodoo, forma di magia nera tribale proveniente dall'Africa, e quale stretti legami potesse avere con gli elementi della natura; quali poteri potessero manifestare coloro che la utilizzano, e in che modo questi fossero capaci di imprigionare la vittima designata.

Capii allora che l'altra immagine a cui stavo lavorando, poteva raccontare meglio la "Collina del Voodoo", anche se in realtà, l'unica magia in tutto questo, non ha nulla a che fare con la stregoneria, ma rappresnta "semplicemente" il "magico laboratorio" posto su una collina sopra Ventimiglia da cui sono scaturiti i brani del disco: il "Damage Studio" di Dario. Ma ovviamente il tutto doveva essere circondato da un alone mistico e surreale: d'altro canto l'ultimo brano del disco che ne da il titolo riesce in questo intento.

Rispetto all'idea iniziale, è stata scelta un'altra inquadratura, in modo da dare giusto spazio a un'immagine di fondo, nel caso specifico una foto, e al titolo del disco, cambiato all'ultimo momento dalla casa discografica. La luce sulla mano, (soggetto principale del retro del CD), non è stata una mia idea.

L'albero è stato creato con un plug-in specifico, integrato al Modeler di LightWave [6], il corpo umano proviene dalla collezione Humanoid di Tim Wilson, opportunamento modellato con l'uso delle ossa e assemblato all'albero per mezzo di operazioni booleane. Un lungo processo di pulizia e rifinitura a permesso di rendere più uniforme la fusione dei due elementi e di correggere numerosi errori strutturali dell'albero. Nella pagina sono presenti la copertina ed il retro del CD.