Quando la parola è magia

Negli ultimi lavori da me realizzati, ho inserito la mia firma sotto forma di un cartiglio Egiziano. In effetti si potrebbe credere che è la traduzione del mio nome, ma non è così. Nell'antico Egitto i nomi dei re e delle regine avevano un significato ben preciso, essendo in pratica dei titoli. Ogni sovrano o nobile poteva possederne più di uno.

Il nome Tutankamon, appartiene al faraone più famoso della storia, grazie al ritrovamento della sua "dimora dell'eternità" inviolata, e significa "L'immagine del Dio vivente" (Tut=Immagine/Ank=Vita/Amon=Dio).

Meritenmut o Mertenmut è uno dei titoli della consorte di Ramses II, Nefertari, e significa "Amata dalla dea Mut" (Mert=Amata/En=Da/Mut=Dea Mut). Il suo nome più famoso, ovvero Nefertari si traduce in "La più bella", o la "Preferita". Nefer in effetti vuol dire bello la "t" posta alla fine, come nel caso di "Mert" (Amore) indica il femminile del termine.

Ramses o Ramessu (Ra-mes-su) viene tradotto con il titolo "Generato dal Dio" (Ra=Dio/Mes=Generare/Su=Lui).

Diversamente in epoca tarda, durante la dominazione Greco-Romana, i nomi come Cleopatra o Alessandro, venivano tradotti facendo corrispondere ad ogni consonante, il fonema Egizio corrispondente. In geroglifico non erano usate le vocali. "K-l-i-o-p-d-r-a-t" è per esempio la traduzione del cartiglio di Cleopatra.

Inizialmente volevo tradurre il mio nome facendo corrispondere ad ogni lettera un fonema Geroglifico. Ma mi sono subito reso conto che il nome Davide, non produceva un cartiglio visivamente interessante: potevo tradurre solo le "d" la "a" e la "e". Così ho fatto qualche studio per crearmi un "Titolo" che avesse attinenza con le mie creazioni.

Anche se potrà sembrare un tantino altisonante, spero che le poche persone che stanno leggendo queste righe potranno perdonarmi, è comunque anche un po' legato al programma 3D che utilizzo, ovvero LightWave, la cui traduzione in Italiano è "Onde di Luce". Il titolo in questione, presente all'interno del cartiglio significa "Colui che plasma la luce".

Con questa "auto onorificenza" non voglio assolutamente paragonarmi al Creatore, trasformando i miei lavori nella genesi del mio mondo virtuale, anche se lo slancio creativo, nella maggior parte dei casi, è forse anche nel mio, sta forse a indicare qualche carenza inerente il mondo reale, che a dispetto del Supremo Creatore e della Genesi è ben lungi dall'essere perfetto.

"Colui che plasma la luce" in antico Egizio si dovrebbe tradurre in "Fe-Khenem-sehej". Il suono "F" è rappresentato dalla piccola serpe, ho aggiunto la "e" per renderlo pronunciabile, e significa "Colui". Il vaso (Khenem) significa creare, plasmare, ed è il simbolo del Dio Khnum, il creatore del tutto (Dal vasaio che plasma la terracotta). Infine gli ultimi tre simboli rappresentano un stuoia piegata, una paletta ed il sole. Il tessuto è il suono "s", la paletta si traduce in "bianco" o "chiaro", e il sole è il determinativo che indica la luce nel contesto della parola: Sehej ovvero luce o illuminare. Da qui "Fe-khenem-sehej" ovvero "colui che plasma la luce".